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ETICAFESTIVAL a Villanuova sul Clisi con Lella Costa

CIÒ CHE POSSIAMO FARE

Una donna. Che nasce ebrea e muore in quanto ebrea e sarà santificata dalla Chiesa cattolica. Che diventa l’allieva prediletta di uno dei più grandi filosofi del Novecento e a cui verrà negata la carriera accademica. Che si impegna per i diritti delle donne e si farà suora di clausura. È la vita sempre in prima linea di Edith Stein: dalle aule universitarie agli ospedali da campo della Prima guerra mondiale, dalla scelta appassionata della conversione all’orrore di Auschwitz. Lella Costa, per questa occasione in dialogo con Lucilla Perrini, si confronta con Edith Stein in un libro che ne ripercorre la parabola umana e si misura con il suo pensiero, un ideale dialogo a distanza tra due donne di buona volontà: diversissime, ma alleate per tutto ciò che conta.

Incontro a partecipazione libera e gratuita inserito in ALTRISGUARDI teatro in Vallesabbia
venerdì 15 novembre  ore 20,30
Villanuova sul Clisi    Teatro Corallo – Viale XXIV Maggio, 4
Lella Costa in dialogo con Lucilla Perrini

 

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ETICAFESTIVAL a Sabbio Chiese. Nel mare ci sono i coccodrilli

C’è chi parte per amore, per lavoro, per turismo e poi ci sono quelli che partono per inseguire la vita. E allora la partenza è un parto. Un viaggio in posizione fetale, stipato in pochi centimetri, nella pancia di un camion dentro un mare di letame. Un mare in salita, che unisce e che separa. Un mare che è liquido amniotico che nutre ma in cui si può annegare. Una sola sedia in scena basta per raccontare il travaglio e il peregrinare di un bambino, costretto a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza, senza però mai vendere la propria onestà.
Nel mare ci sono i coccodrilli, non è solo uno spettacolo ma un incontro, una stretta di mano tra noi e la nostra umanità.

Spettacolo inserito in ALTRISGUARDI teatro in Vallesabbia – biglietti: intero €10   ridotto €8

sabato 9 novembre    ore 20,30
Sabbio Chiese    Sabbio Chiese Cinema Teatro La Rocca- Piazzale Paolo VI
Christian Di Domenico
tratto dall’omonimo libro di Fabio Geda – adattamento a cura di Fabio Geda e Christian Di Domenico

repliche scolastiche

venerdì 22 novembre ore 11
Idro Auditorium Istituto Istruzione Superiore G. Perlasca, via Treviso 26
Spettacolo inserito in ALTRISGUARDI teatro in Vallesabbia – biglietti: €3

martedì 26 novembre ore 9 e ore 11
Manerbio – Teatro Politeama piazza Monsignor Bianchi
Spettacolo inserito in XXIV Stagione Teatrale della Bassa Bresciana – biglietti: €5

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Franco Bettini in mostra a Palazzo Martinengo 9 novembre – 1 dicembre

FRANCO BETTINI | FONDAZIONE MARTINO DOLCI

In mostra a Palazzo Martinengo
da 9 novembre al 1° dicembre 2019
aperto tutti i giorni 10-12 / 16-19
Inaugurazione: sabato 9 novembre ore 17.30

Ingresso libero

Come di consueto Palazzo Martinengo ospita la mostra antologica, con relativa monografia, della Fondazione Dolci, quest’anno per la prima volta dedicata a un fotografo, Franco Bettini (1927 –1991) considerato uno dei più prestigiosi e sensibili artisti bresciani.
Socio fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1953, del Cinefotoclub di Brescia, è stato uomo di cultura che ha saputo conciliare il suo lavoro di medico con l’amore per la fotografia. Attraverso numerosi successi di critica e di pubblico, ha fatto conoscere le bellezze naturali e storico-artistiche non solo nel bresciano, ma anche fuori dai confini nazionali. Le sue fotografie sono state premiate e pubblicate dalle riviste specializzate di fotografia di tutta Europa.

E spesso tali fotografie rappresentavano scorci o particolari del nostro territorio, distillandone la straordinaria bellezza. Un caso esemplare di come essere europei e cosmopoliti, pur rimanendo legati al proprio territorio.
La sua produzione, dagli anni Cinquanta agli anni Novanta, comprende soggetti della Franciacorta e del Bresciano, ma anche altre zone d’Europa, studi su particolari all’apparenza “banali” come la ruggine o un vitigno, composizioni in studio, la rappresentazione dell’impossibile – il bianco su bianco –, i boschi scandinavi.

Franco Bettini non è stato solo un fotografo, ma ha utilizzato, nell’arco della sua produzione, anche cineprese 8 mm e 16 mm. Filmati di rara poesia – protagonisti anche di ricerche sfociate in tesi di laurea – che si confrontano con la fotografia con esiti sorprendenti. Come hanno scritto di lui, nelle sue immagini vive “una natura mitica, come ritorno alle origini, agli elementi base che la costituiscono.
Troviamo in Bettini un sentimento quasi panico nel suo rapporto con la natura, una percezione profonda del mondo che lo circonda, che porta alla fusione tra l’uomo fotografo e gli elementi naturali. Questo legame conduce noi spettatori ad un viaggio silenzioso di contemplazione e di riflessione, scandito dal gioco di riflessi, dall’armonia delle sfumature, dalle scansioni spaziali che ci guidano per mano all’interno delle immagini”.

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ETICAFESTIVAL a Pertica Alta sabato 26 ottobre con Luciano Bertoli

Cinquantadue anni fa (26 giugno 1967) moriva, ad appena 44 anni, don Lorenzo Milani. Aveva scandalizzato e cercato di cambiare il sistema ecclesiastico, sociale e politico del suo tempo facendo dell’educazione il suo campo di battaglia pastorale. Lui, che a 20 anni improvvisamente abbandonò il mondo borghese raffinato e colto a cui apparteneva ed entrò in seminario per poi dedicare la vita ai ragazzi, con quel motto diventato celebre “I care”. Tra i banchi della sua casa-scuola di Barbiana, don Milani torna a dialogare con la madre attraverso alcune lettere in cui racconta gioie, difficoltà, soprusi, successi, dolori, idee, conquiste e affetti.
Spettacolo inserito in ALTRISGUARDI teatro in Vallesabbia, con Luciano Bertoli
Ingresso gratuito

Sabato 26 ottobre ore 20,30
Pertica Alta Chiesa di San Marco Frazione di Livemmo – via Livemmo 1

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EticaFestival 2019

Al via la seconda parte di ETICAFESTIVAL 2019
Scarica il programma
EticaFestival 2019

La quarta edizione di Eticafestival, un progetto accolto e fortemente voluto dalla Fondazione Provincia di Brescia Eventi e dalla Provincia di Brescia, quest’anno si è proposto in una formula nuova: ha aperto infatti la rassegna “Bellezza crea bellezza” che da luglio a settembre ha valorizzato le zone della nostra provincia che si sono distinte per aver scelto di investire nel recupero e nella trasformazione del proprio territorio, luoghi appunto di bellezza ritrovata.

Da ottobre a gennaio, con il sostegno prezioso della Comunità Montana Valle Sabbia per la sezione ALTRISGUARDI Teatro in Vallesabbia, partirà la seconda parte di Eticafestival, che si caratterizza per una ricca proposta teatrale: su venti incontri ben diciotto sono riservati a spettacoli teatrali – alcuni di questi si sono stati inseriti, grazie alla disponibilità dei teatri che li ospiteranno, all’interno della loro stagione.

Eticafestival 2019, dopo aver toccato con “Bellezza crea Bellezza” Iseo, Toscolano Maderno, Vezza d’Oglio, Borgo San Giacomo, Collebeato e Montichiari, farà tappa in altri 12 comuni della provincia (Calcinato – Cologne – Edolo – Gavardo – Lumezzane – Manerbio – Marcheno – Odolo – Palazzolo sull’Oglio – Pertica Alta – Sabbio Chiese – Vestone – Villanuova sul Clisi) con un’attenzione, che da sempre contraddistingue la rassegna, al coinvolgimento delle scuole: sette spettacoli su diciotto prevedono infatti repliche per gli istituti scolastici.

La seconda parte di EticaFestival 2019 usa prevalentemente lo strumento del teatro non tanto per colpire allo stomaco quanto per accarezzare l’intelligenza. Si raccontano storie di donne e di uomini che hanno agito responsabilmente nella loro vita, diventando magari piccoli eroi nascosti, rifuggendo il loro interesse, a volte a scapito della vita stessa.

Ecco la scelta del teatro, per rappresentare e ripresentare sulla scena queste donne e questi uomini, perché lì, l’attrice o l’attore rendono in qualche modo vivo, con la potenza del loro esserci, un mondo anche se lontano, una donna o un uomo anche se non più presenti. Ne rendono quasi corporeo il pensiero che li ha condotti a quelle decisioni, a quelle azioni, a quei comportamenti perché a noi, esseri un po’ confusi in questo tempo furioso, sia concesso uno spazio di coscienza per riflettere e agire consapevolmente nel nostro vivere comune.

Anche quest’anno il tema dell’etica verrà declinato in modo trasversale e toccherà ambiti diversi. I primi appuntamenti da non perdere sono: lunedì 26 ottobre, alle ore 20,30 a Pertica alta Luciano Bertoli con il suo lavoro su don Milani, Dalla parte degli ultimi; sabato 9 novembre a Sabbio Chiese il gradito ritorno di Christian di Domenico con il suo nuovo spettacolo Nel mare ci sono i coccodrilli e il 15 novembre Lella Costa sarà a Villanuova sul Clisi a presentare il suo nuovo libro, un dialogo con Edith Stein.

Scarica il calendario degli appuntamenti cliccando qui EticaFestival_calendario

 L’ingresso alla maggior parte degli spettacoli è a pagamento ed è diversificato.

Per informazioni: eticafestival@gmail.com e info@eureteis.com

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PERIFERICHE VISIONI Mostra a Palazzo Martinengo dal 4 al 27 ottobre

“Periferiche Visioni – Suburbs: a study about”, visitabile a Palazzo Martinengo Cesaresco Novarino a Brescia dal 4 al 27 ottobre 2019, prodotta dall’Accademia di Belle Arti SantaGiulia con la cura dei Docenti Paolo Sacchini e Massimo Tantardini e realizzata in collaborazione con la Fondazione Provincia di Brescia Eventi, non è solo una mostra, ma parte di un macro studio di ricerca e azione nato in Accademia SantaGiulia sul tema delle periferie.
Un progetto di ricerca che ha preso il via in fase sperimentale in Accademia SantaGiulia nell’Anno Accademico 2015/2016, momento in cui l’Accademia ha avviato un processo metodologico con la prospettiva di connotarsi attraverso un proprio stile nel modo di trattare alcuni grandi temi della polis internazionale che sono fondanti la contemporaneità. Nel caso specifico l’argomento centrale – la questione delle periferie – è stato inserito nella didattica dei corsi tramite le cattedre di Scenografia, nei moduli specifici di Antropologia Visiva e di Metodologia della Ricerca condotti da Massimo Tantardini. Il Progetto e la mostra sono parte essenziale delle politiche e delle attività di internazionalizzazione di Accademia SantaGiulia: tale ricerca, nata inizialmente dallo studio dell’area urbana di Brescia, si è poi allargata ad altri spazi nazionali ed internazionali, avviando un vero e proprio “scambio di informazioni e prassi” che ha permesso ad Accademia di farsi capofila di una più ampia riflessione sulla visione delle
periferie nel mondo. Al progetto, oltre agli studenti di Accademia SantaGiulia, hanno lavorato cinque realtà accademiche e universitarie europee ed una extraeuropea: École Supérieure des Arts Saint- Luc (Bruxelles, Belgio), Escuela de Arte y Superior de Diseño de Murcia (Murcia, Spagna), Escuela de Arte y Superior de Diseño Gran Canaria (Isole Canarie, Spagna), Uniwersytet Warminsko-Mazurski w Olsztynie (Olsztyn, Polonia), Uniwersytet Zielonogórsky (Zielona Góra, Polonia) e Silpakorn University (Bangkok, Thailandia).

La mostra a Palazzo Martinengo raccoglie oltre 150 lavori realizzati dagli studenti delle diverse istituzioni con diverse tecniche, tra cui fotografie, immagini, video, grafiche, disegni, opere visive, progetti. L’obiettivo è focalizzare l’attenzione del pubblico sulle riflessioni attorno al concetto di Periferia, ponendo – in particolare – il problema di come riallineare centri, periferie e province. Le aree fuori dal centro non possono più essere altro rispetto allo spazio di vita reale degli individui. Non siamo noi a guardare le periferie, ma sono loro che, oggi, osservano noi, in perfetta
sintonia con alcuni principi essenziali della cultura visuale contemporanea che fanno delle aree periferiche un fenomeno reale dell’immaginario, una percezione della realtà che modifica la realtà stessa mentre la connota. Questo progetto nasce con la vocazione di ricercare l’identità dei luoghi negli spazi urbani più distanti dal centro; un centro che non va inteso unicamente come spazio architettonico, ma anche e soprattutto come luogo dell’accadimento. Le periferie non sono uno spazio extratemporale, anche lì la realtà si modifica attraverso le azioni degli uomini nel tempo. Il percorso di mostra si snoda a partire dalla “periferia” intesa soprattutto come spazio, per virare in seguito verso un orizzonte più intensamente umano, nel quale emerge invece – specialmente – l’aspetto della vita all’interno della periferia. Così, dopo un’apertura che riproduce l’atmosfera del laboratorio creativo e di studio (e che traduce
visivamente, in qualche modo, le dinamiche di ricerca che hanno condotto alla nascita del progetto all’interno della didattica dell’Accademia SantaGiulia), le sale di Palazzo Martinengo ospitano in primo luogo lavori a carattere per lo più documentario – benché sempre connotati da uno sguardo trasversale e vivacemente narrativo – che propongono un’ipotesi di mappatura delle caratteristiche innanzitutto “spaziali” della periferia, evitando tuttavia gli stereotipi secondo i quali oggi, per lo più, si tende a guardare ad esse, per far emergere semmai concetti più sottili,
quali ad esempio quelli di vuoto, di identità, di intramoenia/extramoenia (i quali peraltro si danno in accezioni sensibilmente diverse a seconda del luogo in cui si trovano, perché è naturale che la periferia bresciana non sia esattamente identica – al netto di una pur consistente similarità innanzitutto concettuale – alla periferia di Bangkok o a quella di un’isola come Gran Canaria). Nella seconda parte del percorso il focus della mostra si sposta progressivamente sugli abitanti della periferia, la cui presenza è dapprima allusa da oggetti che rimandano più o meno esplicitamente al loro passaggio e alla loro quotidianità, e poi più direttamente testimoniata dai loro
corpi, dalle loro voci o dai segni concreti della loro esistenza, in un’atmosfera che si carica ora di malinconia e ora di ironia, giungendo sino a far emergere inaspettate scintille di spiritualità. In questo modo, il visitatore è accompagnato in un viaggio che si conclude con opere che – pur non rinunciando affatto a documentare – si connotano soprattutto per il carattere sognante ed intensamente emotivo, attraverso il quale si intende proporre una insolita chiave di lettura sul fenomeno per così dire “sfocato” delle periferie.

Orari di visita:
Giovedì e venerdì 15:30/18:00
Sabato e domenica 10:00-13:00/14:00-18:00
Apertura speciale notte bianca sabato 5 ottobre 18:00/23:00

Ingresso libero

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GIORNATA EUROPEA DEL PATRIMONIO A PALAZZO MARTINENGO 21 settembre

Come ogni anno a settembre si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio
Culturale, un’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione
europea. Le Giornate Europee del Patrimonio sono progettate per aiutare a scoprire
una vasta gamma di risorse culturali attraverso una serie di eventi tematici per
pubblicizzare storie e luoghi meno noti che hanno contribuito a plasmare la cultura e
il patrimonio dell’Europa. L’obiettivo è quello di approfondire la comprensione del
passato comune dell’Europa, valorizzare i valori tradizionali e promuovere nuove
iniziative di educazione al patrimonio e di conservazione.
Quest’anno sarà “Arte e intrattenimento” il tema celebrato durante la due giorni in cui
si svolgeranno un insieme di eventi culturali in tutta Europa che risulta essere tra i più
partecipativi dai cittadini europei.
Le Giornate europee del patrimonio 2019 vogliono mettere in risalto come l’arte e
l’intrattenimento siano cambiati nel corso dei secoli e hanno dato forma ad una
identità culturale comune: i Paesi europei vengono invitati a celebrare proprio questo
aspetto e a condividere le diverse tradizioni culturali.

La Fondazione Provincia Brescia Eventi e la Provincia di Brescia celebreranno la
Giornata Europea del Patrimonio sabato 21 settembre a Palazzo Martinengo.
Quest’anno la Giornata coinciderà con l’iniziativa nazionale del Touring Club Italiano
“Un giorno per bene”, nata per coinvolgere la cittadinanza nella valorizzazione dei
beni comuni.
Questo il programma:
Dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 18
Visita a Palazzo Martinengo e agli scavi archeologici da parte del Touring Club
italiano, in particolare alle nuove Sale archeologiche 1-2
Dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 20:30
Visita alla mostra Sotto i cieli del Garda
Nel cortile del civico 32
Percorso di gusto e olfatto tra sapori e essenze a cura di Antonio Gardoni, architetto
e profumiere di bogue-profumo
Dalle 18
Degustazioni e aperitivo
Dalle 19 alle 20:30
Intrattenimento musicale con il quartetto di fiati Bazzini Consort che eseguirà brani di
J.S. Bach (1685-1750) e M. Seiber (1905-1960)

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STEFANO MANCUSO PER BELLEZZA CREA BELLEZZA A COLLEBEATO sabato 21 settembre, alle 18

Appuntamento sabato 21 settembre, alle 18, nella zona dell’ex cava della Porta del Parco di Collebeato con il quinto incontro di Bellezzacreabellezza, nata all’interno di EticaFestival per valorizzare quei luoghi, come l’ex cava Cembre, che hanno ritrovato una bellezza grazie all’impegno di tutta una comunità.
Per la zona della Valle Trompia è stata scelto Collebeato, luogo simbolo di una trasformazione e di una bellezza ritrovata: l’area di un cementificio abbandonato è stata bonificata ed è diventata un nodo ecologico di rilevanza regionale, dove la natura si è presa la rivincita sugli eco-mostri. Si è ricostruita infatti la rete ecologica che collegava il fiume alla collina, ricreando quell’habitat naturale distrutto dalla fabbrica. In questo modo tutta la zona si sta ripopolando, ritorna la flora e la fauna autoctona, si rigenera la biodiversità. Sarà proprio la ex cava a ospitare Stefano Mancuso, scienziato innovativo e rivoluzionario, professore all’Università di Firenze. Incluso dal New Yorker tra i “world changers”, tra coloro che sono destinati a cambiarci la vita, è un professore di neurobiologia vegetale e tra le massime autorità mondiali impegnate a studiare e a divulgare le ricerche sulle straordinarie capacità delle piante, creature intelligenti e sensibili.

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STEFANO MIGLIETTI per BELLEZZA CREA BELLEZZA a VEZZA D’OGLIO sabato 7 settembre

Luogo di bellezza ritrovata nella Valle Camonica è la cava del Borom di Vezza d’Oglio.
Negli anni scorsi è stato infatti attivato un percorso di ricerca e promozione artistica dei siti
estrattivi: una ricchezza unica – composta da granito dell’Adamello, porfido della Valcamonica, pietra simona e marmo bianco – che nessuno ha mai studiato in modo complessivo e che è stato indagata dal punto di vista storico, archeologico e architettonico.
Accanto allo studio si è promosso un intervento artistico di valorizzazione dei siti, attraverso installazioni di marmo ed esibizioni musicali nate proprio dal suono delle pietre. A Vezza d’Oglio si trova la cava più importante della Valle: quella del pregiato marmo bianco, dove si possono ancora vedere gli antichi binari. L’area, su spinta e volontà del paese (dove si trovano ancora scalpellini viventi), è stata recentemente riqualificata.
Ospite nella piazza di Vezza d’Oglio, (in caso di maltempo l’incontro si sposterà a Centro Eventi Adamello), Stefano Miglietti, accompagnato dalla chitarra di Andrea van Cleef.
Per parlare di Superare se stessi. Storie di montagna, di sfide, di coraggio ci sarà il runner, alpinista e ultramaratoneta Stefano Miglietti, noto per aver compiuto delle imprese al limite della resistenza sportiva e umana.
Lo scorso anno ha attraversato i sei deserti di roccia e sabbia nel sud-est del Marocco, 530 km complessivi di marcia contro la fatica e contro se stessi, percorsi con successo a ritmi vertiginosi. Nel 2003 è stato il primo uomo ad attraversare l’Erg Murzuq in Libia, due volte vincitore della Yucun Artic Ultra, corsa tra i ghiacci del Canada, nel 2006 ha percorso in autonomia il Gran Mar di Sabbia egiziano. Nel 2011 ha stabilito il nuovo record del mondo
nelle 10 maratone desertiche non stop e nel 2012 ha superato la depressione Qattara, 250 km senza cibo né acqua. Sfide certo non adatte a tutti, che richiedono esperienza, coraggio e grande motivazione.
In caso di maltempo l’evento sarà ospitato nel Centro Eventi Adamello.

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TOMASO MONTANARI per BELLEZZA CREA BELLEZZA al CASTELLO DI PADERNELLO giovedì 5 settembre

BELLEZZA&ARTE
Sappiamo salvare la bellezza?
Istruzioni per l’uso del futuro
Creare valore con i beni culturali
Lo storico dell’arte
Tomaso Montanari
al
Castello di Padernello di Borgo San Giacomo
accompagnato dal pianoforte di Ivan Ronda
giovedì 5 settembre 2019, ore 20.30

 

Terzo incontro della rassegna Bellezza crea bellezza nello splendido Castello di Padernello di Borgo San Giacomo. Giovedì 5 settembre, alle ore 20,30, sarà una serata dedicata all’arte e alla necessità di preservare e creare belle zza per costruire un futuro. Sarà infatti ospite della rassegna lo storico d’arte Tomaso Montanari, studioso del l’arte dell’età barocca e della storia del patrimonio culturale.
Professore prima alla Federico II di Napoli e ora professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università per Stranieri di Siena, è convinto che “gli storici dell’arte servano a fare entrare le opere d’arte nella vita intellettuale ed emotiva di chi si occupa di tutt’altro”. E che “l’amore per la storia dell’arte non debba essere un fatto privato, ma pubblico e politico. L’articolo 9 della Costituzione ha, infatti, mutato irreversibilmente il ruolo del patrimonio
storico e artistico italiano, facendone un segno visibile della sovranità dei cittadini, dell’unità nazionale, e dell’eguaglianza costituzionale, perché ciascuno di noi ne è egualmente proprietario” e deve prendersene cura.
Non a caso Tomaso Montanari verrà ospitato nel Castello di Padernello, edificio del 1400, negli anni esposto all’incuria finché un manipolo di visionari, gli Amici del Castello, ini-ziarono a prendersi cura del maniero e a valorizzare il borgo di Padernello. E così che da allora, grazie alla passione e alla buona volontà di donne e uomini, con un’audace opera-zione pubblico-privata, si riprese il filo per riannodare la storia di un territorio. Grazie a loro il Castello è nato a nuova vita. Ora è totalmente restaurato e trasformato in un centro attivo di promozione artistica e artigianale. Tutto questo grazie a una fondazione di volontari che negli anni si sono impegnati e hanno dedicato tempo e risorse per preservare e valorizzare un patrimonio di grande valore storico e artistico, diventato un centro di diffusione culturale per tutta la zona della Bassa bresciana.